Problem Solving: concentrarsi sul problema o sulla soluzione?

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Qual è l’atteggiamento migliore di fronte a un problema per cercare la sua soluzione?
La maggior parte delle teorie in merito suggeriscono di concentrarsi sulla soluzione, in quanto il concentrarsi sul problema non farebbe che aumentarne il suo potere complicandone la soluzione. Sostanzialmente, se forziamo il problema in un frame (cosa è sbagliato) e la soluzione in un altro frame-risultato (cosa è giusto, desiderabile, voluto), il primo costringerà la nostra mente a ragionare sulle cause, il secondo sugli effetti e sulle risorse necessarie per ottenerli. La PNL, in particolare, gioca proprio sulla trasformazione del problema in opportunità per affrontarlo con efficacia.

Ma non tutti i problemi si possono risolvere in questa maniera.
O meglio, l’efficacia e la velocità della soluzione ma anche la probabilità che il problema risolto non si ripresenti più nella stessa maniera o sotto altre forme, aumentano se l’approccio al problema cambia radicalmente e se chi è chiamato a risolverlo è addestrato a “smontare” e “rimontare” problemi, conoscendone i più intimi meccanismi costruttivi. Risolvere problemi partendo dall’analisi degli stessi è quanto insegniamo, per esempio, nel nostro corso “Risolvere i problemi con il pensiero illusionistico e il mentalismo“.
Partiamo dall’assunto che il problema esiste in quanto generato dalla nostra mente che, in qualche modo, costruisce anche la convinzione dell’impossibilità della soluzione, spezziamo il macro-problema nelle sue parti costitutive, lo riduciamo a micro-problemi facilmente affrontabili per poi rimettere insieme i pezzi della soluzione.
Per addestrarsi a questo metodo di pensiero alternativo insegniamo prima di tutto a costruire i problemi per prendere familiarità con gli stessi e abituare il cervello a un lavoro semplice ma non banale: vedere sempre il problema dal punto di vista di chi lo crea e di chi è chiamato ad affrontarlo, un po’ come fa un bravo illusionista che procede in questo modo quando crea un effetto per il suo pubblico.

Il mio problema, pensa l’illusionista, è dare l’illusione di aver segato in due la mia assistente senza doverla cambiare tutte le sere. Come fare? Quali artifici posso utilizzare affinché il pubblico abbia la sensazione che sto effettivamente tagliando in due pezzi la graziosa signorina e poi, misteriosamente, sono in grado di ricomporla illesa?

Essere capaci di creare il problema e contemporaneamente la soluzione, è un esercizio di enorme utilità per affrontare e risolvere problemi aziendali e personali.

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