Comunicazione di Massa: Teoria Ipodermica o Agenda Setting

3D TV
Il meccanismo di diffusione delle notizie e conseguente formazione della pubblica opinione, malgrado la crescita dei media digitali e della rete, rimane appannaggio di televisione e carta stampata. In questo senso la televisione è preponderante per una larghissima fascia di persone in relazione all’età, alla scolarità, alla dimestichezza con le nuove tecnologie.Ma come viene erogata l’informazione dai media? L’interesse per questo argomento risale al periodo tra le due guerre mondiali, quando ci si rese conto di quanto la radio avesse influito sull’ascesa e sulla caduta dei regimi totalitari europei.
A oggi, malgrado la propensione di alcune fasce sociali ad abbandonare i mezzi tradizionali di reperimento delle informazioni a favore di quelli innovativi, i metodi non sono cambiati molto.

Due sono i capisaldi (sempre validi):

  • La “teoria ipodermica” (o bullet theory), utilizzata soprattutto per formare la pubblica opinione in maniera istantanea, prevedendo una sostanziale passività del ricevente e un meccanismo classico basato su stimolo-risposta-rinforzo.
  • La così detta “agenda setting”, ossia la teorizzazione della comunicazione che non influenza direttamente il comportamento esplicito delle masse ma che mira all’ottenimento di effetti a lungo termine dalla diffusione delle notizie, plasmando il modo in cui il destinatario struttura la propria immagine della realtà e dell’ambiente che lo circonda.

Un paio di esempi chiariranno meglio la differenza tra i due approcci.
Quando alla televisione sentiamo parlare di lunghe code davanti ai negozi che fanno saldi, solo qualche volta e in apertura di telegiornale, stiamo “subendo” effetti ipodermici dell’informazione. La nostra reazione sarà probabilmente conseguente a questo stimolo e verrà rinforzata dai fatti (usciremo per andare a fare acquisti anche se eravamo in dubbio e constateremo di persona se effettivamente le code c’erano o meno. Se poi avremo o non avremo fatto affari, questo rinforzerà la nostra opinione ma il risultato di farci uscire di casa è ottenuto). Inoltre, e in maniera più sottile, l’informazione è volta a modificare la nostra opinione in relazione alla crisi economica dilagante. Ovviamente, se i negozi sono pieni, sono tra i pochi ad essere in difficoltà. Probabilmente per colpa mia, per la mia scarsa intraprendenza o la mia incapacità di competere in questo mondo.
Quando, invece, notiamo che alcune notizie appaiono e scompaiono subito dopo dai titoli dei giornali o dai servizi televisivi (questo avviene di solito con notizie politiche), si sta applicando l’agenda setting.
Ossia il meccanismo di formazione della pubblica opinione in base a ciò che i media conoscono o ignorano, trascurano o seguono, enfatizzano o mettono in secondo piano. In questo caso i media non agiscono sul meccanismo stimolo-reazione ma sulla rappresentazione della realtà partendo dall’assunto che la gente si interessa o ignora gli argomenti forniti o esclusi dalla comunicazione mediatica. Non sento più parlare di quella notizia quindi, evidentemente, non era importante. Indipendentemente dal suo valore oggettivo.

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